Gli scarafaggi: insetti antichissimi e con una resistenza da record

17 giugno, 2020
Gli scarafaggi sono insetti che non godono di grande simpatia. Ciò si deve, in parte, alla loro capacità di sopravvivenza davvero incredibile, che li rende molto difficili da debellare.
 

A quanto pare, gli scarafaggi sono tra gli insetti più antichi di cui siano stati trovati resti fossili risalenti a oltre duecento milioni di anni fa. Questi insetti appartengono alla famiglia dei blattoidei, formata da più di 45000 specie, la maggior parte presenti nelle zone tropicali.

In genere vivono nascosti nelle crepe e in altri angoli inaccessibili delle case, ma anche sotto le pietre o la corteccia degli alberi ed escono solo di notte per nutrirsi. Alcune specie sono tipiche delle abitazioni, e in questi casi possono essere avvistate vicino alle pattumiere o ai tubi di scarico, in genere in cucina o in bagno.

Origine ed evoluzione degli scarafaggi

Fossili di dinosauri

I primi fossili compatibili con il genere degli scarafaggi risalgono al periodo Carbonifero, circa 300 milioni di anni fa. Grazie alle successive ricerche, si è scoperto che da questi fossili non hanno avuto origine solo i blattoidei, ma anche le mantidi e le termiti.

Le vere origini degli scarafaggi, pertanto, risalgono agli inizi del Cretaceo. Ci sono sufficienti prove, di fatto, per affermare che le attuali termiti si sono evolute dagli scarafaggi primitivi che vivevano durante il Giurassico e il Triassico.

 

Gli scarafaggi del genere Cryptocercus e la famiglia Blattidae, di fatto, sono maggiormente imparentate con le termiti rispetto ad altri ordini di scarafaggi.

Caratteristiche generali degli attuali scarafaggi

Riproduzione degli scarafaggi

Morfologia

Gli scarafaggi sono insetti dal corpo ovale e piatto. Hanno il corpo e la testa protetti da una sorta di scudo, antenne filiformi e piccoli occhi. Le loro zampe sono lunghe, sottili e spinose; le ali grandi e membranose. Infine, hanno un apparato boccale masticatore. 

Alimentazione

Gli scarafaggi sono animali onnivori, al punto che possono nutrirsi di quasi qualsiasi cosa. Allo stesso modo delle termiti, sono incapaci di digerire da soli la cellulosa, ma dispongono di un flora intestinale che li aiuta.

Scarafaggio che mangia

Sono stati registrati casi di scarafaggi sopravvissuti nutrendosi solo della colla della rilegatura dei libri e della gomma dei timbri della posta.

 

La riproduzione degli scarafaggi

Le femmine di questi insetti ortotteri depongono le uova con capsule dallo strato duro. Alcune specie portano le suddette capsule unite all’addome fino alla nascita delle larve, mentre altre le depositano in un luogo sicuro.

Il periodo di incubazione varia tra i 15 giorni e i 3 mesi a seconda della specie. Le ninfe degli scarafaggi sono molto simili agli esemplari adulti, ma le loro ali sono scarsamente sviluppate.

Quali sono le specie più rappresentative?

La blattella germanica si è diffusa dall’Europa a quasi tutte le parti del mondo. È molto più piccola della blatta americana (Periplaneta americana), infatti gli esemplari misurano tra gli 1,3 e gli 1,6 centimetri.

Vive nelle case ed è ritenuta una piaga che si è estesa in tutti i continenti fatta eccezione per l’Antartide.

Corpo degli scarafaggi tra gli animali più antichi

La blatta americana o rossa è oriunda del continente africano, ma è presente soprattutto nelle regioni a clima temperato del globo terrestre. Può misurare fino a 4 centimetri, trattandosi di una delle specie più grandi tra gli scarafaggi commensali, causa di piaghe urbane.

Le blatte orientali (Blatta orientalis), che abbondano nelle abitazioni, misurano circa 2,5 centimetri nella loro fase adulta. Hanno colori che vanno dal marrone scuro al nero e il corpo brillante.

 

Una delle loro caratteristiche più rappresentative è il dimorfismo sessuale, ovvero i maschi possiedono due lunghe ali che coprono la maggior parte del loro corpo, più stretto rispetto a quello delle femmine.

A cosa si deve la loro capacità di sopravvivenza?

Si dice che gli scarafaggi sono tra gli insetti più antichi del mondo è che riescono a sopravvivere a eventi che risultano fatali per altre specie. Vedasi il caso dei dinosauri.

Gli scarafaggi sono tra gli animali più resistenti del pianeta. Alcune specie sono persino capaci di mantenersi attive per un mese intero senza cibo. Possono sopravvivere con risorse limitate ingerendo qualsiasi sostanza alla loro portata o possono vivere senza aria durante 45 minuti o ancora rallentare i battiti cardiaci.

Possono sopravvivere fino a un anno in queste condizioni, impensabile per la maggior parte degli insetti.

Colloquialmente si dice che in presenza di una qualsiasi apocalisse gli scarafaggi ripopolerebbero la Terra. Persino dopo una guerra nucleare, visto che la loro capacità di resistenza alle radiazioni è maggiore rispetto a quella degli invertebrati.

Blatta con le ali
 

Questa capacità di sopravvivenza si può spiegare in termini di rinnovamento cellulare. Qualsiasi cellula in divisione è più vulnerabile agli effetti delle radiazioni. Le cellule degli scarafaggi, che si dividono solo quando si trovano in fase di muta, sono più resistenti.

Le cellule dei vertebrati, invece, impiegano fino a 48 ore per completare una divisione, fattore che li rende vulnerabili alle radiazioni.

  • Blattodea [Internet]. Es.wikipedia.org. [cited 29 February 2020]. Available from: https://es.wikipedia.org/wiki/Blattodea
  • Pérez Más E. Insectos. [Barcelona]: Bruguera; 1978.