Il quetzal: un bellissimo volatile misterioso

4 Settembre 2019
Alla pari di altri uccelli, la femmina di quetzal mostra un piumaggio meno vistoso.

Il quetzal splendente, il cui nome scientifico è Pharomachrus mocinno, è uno degli uccelli rampicanti più emblematici dell’America del Sud. Il suo colore e il suo simbolismo ne fanno una delle specie più ricercate, con le nefaste conseguenze che derivano da tale caccia.

Etimologicamente il nome del quetzal affonda le sue radici nel termine náhuati messicano quetzalli, che significa “bella piuma brillante”. La bellezza di questo uccello, sia nei colori sia nella snella figura, ha fatto sì che in passato venisse associato alle divinità. Così, mentre gli aztechi lo relazionavano a Quetzalcóati, i maya lo associavano a Kukúlkan.

Il valore sacro delle sue piume era considerato tale che solo sacerdoti e alti governanti potevano portarle.

Morfologia e comportamento del quetzal

Sebbene in media raggiunga i 40 centimetri, esistono degli esemplari che possono arrivare a misurare un metro. La maggior parte di suddetta lunghezza si deve alle piume caudali, le più apprezzate per le loro dimensioni e la vistosa pigmentazione.

Tuttavia, nel descrivere fisicamente il quetzal, conviene distinguere tra femmine e maschi adulti; questi ultimi, infatti, risaltano per la loro vistosità.

I maschi presentano quattro piume copritrici sopracaudali di un intenso verde smeraldo iridescente. In base alla luce del sole, di fatto, possono osservarsi sfumature blu o dorate, caratteristica che dona un “aspetto sacro” a questo animale. D’altro canto, il ventre è coperto da piume di un rosso elettrico, assenti nelle femmine, che rappresentano una colorazione generale verde e sul grigio meno appariscente.

Un altro elemento distintivo delle femmine è il becco nero e la coda meno lunga, bianca e attraversata da scure linee orizzontali.

Quetzal femmina su un ramo

Il quetzal ama nutrirsi di avocado, ma la sua dieta include anche altri frutti, come le more, e insetti.

Risalta il canto emesso tra i mesi di febbraio e giugno, in corrispondenza al periodo riproduttivo. Il delicato fischio viene giustificato da una antica leggenda guatemalteca che attribuisce alla conquista spagnola la perdita di intensità del canto del quetzal.

Questi uccelli tendono a costruire i nidi sfruttando piccole cavità dei tronchi, e non nidificano mai raso terra. Ogni femmina è solita deporre due uova, che verranno covate a turno durante il corso della giornata da entrambi i genitori. Dopo venti giorni, avviene la schiusa e la nascita di piccoli pulcini senza peli che in un mese avranno il piumaggio necessario per realizzare brevi voli e procurarsi da soli il cibo.

Distribuzione e stato di conservazione

Il quetzal si trova disperso nelle foreste del Messico e del Centro America; risalta la sua presenza nelle montagne con una altezza superiore ai duemila metri. Vive sugli alberi che costituiscono la canopia della foresta, ma è evidente anche la sua predilezione per gli alberi in decomposizione, le ceppaie o i fori previamente realizzati da altri uccelli.

Normalmente si mostra molto inattivo, infatti non apporta grandi cambiamenti nell’ambiente in cui vive. La vegetazione esuberante risultato della perenne umidità, anzi, permette un abbondante approvvigionamento di frutti durante tutto l’anno.

Quetzal in volo

Al giorno d’oggi l’Unione internazionale per la conservazione della natura considera minacciato il suo stato di conservazioneParadossalmente, l’aspetto pittoresco e il carico mitologico che accompagnano questi uccelli sono i fattori che più giocano contro di loro, in quanto li rendono obiettivi di caccia per il commercio illegale.

Una volta catturato, il quetzal è incapace di vivere in cattività, motivo per cui muore poco tempo dopo.

A loro volta, il cambio climatico e la distruzione del loro habitat hanno contribuito alla scomparsa di più della metà dei luoghi di annidamento, con le conseguenti ripercussioni per gli esemplari attuali e futuri.

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