La vigogna, il tenero erbivoro simbolo del Perù

Oggi parliamo della vigogna, il parente più piccolo del cammello che vive a più di 3.000 metri di altezza.
La vigogna, il tenero erbivoro simbolo del Perù

Ultimo aggiornamento: 10 marzo, 2021

La vigogna è l’animale simbolo nazionale del Perù. Non a caso in questo paese si trovano le popolazioni più grandi di questo camelide, in particolare sulle Ande, a oltre 3.000 metri sul livello del mare.

Le vigogne sono mammiferi camelidi, parenti dei cammelli e dei dromedari. Esistono due sottospecie di vigogna: la vigogna settentrionale o peruviana e la vigogna meridionale. L’alpaca deriva da questa specie e dal lama. La vigogna condivide le grandi steppe con i camelidi domestici come il lama e l’alpaca.

Caratteristiche fisiche della vigogna

La vigogna è l’animale più piccolo della sua famiglia, dato che pesa circa 50 chilogrammi ed è alta circa 80 centimetri. Ha il collo lungo e la testa piccola, gli occhi sono grandi e le orecchie appuntite; ha una fessura al centro del labbro superiore.

La sua pelliccia è molto apprezzata. Il pelo sul petto è più lungo, fine e setoso, e serve da mantello quando le temperature si abbassano. La lana della vigogna è tra le più costose al mondo.

Vicugna vicugna in un territorio desertico.

Di cosa si nutre la vigogna a più di 3000 metri?

La vigogna si nutre dell’erba degli altopiani andini, in particolare di quella che si trova vicino agli specchi d’acqua. È dunque un mammifero erbivoro, che si nutre di erba, licheni e alcune piante grasse.

Comportamento e abitudini

Le vigogne vivono in branchi, con un maschio che si comporta da leader e che guida le femmine del suo gruppo. Ogni mandria abita un territorio di circa 40 ettari difeso dall’esemplare maschio. I giovani maschi si muovono in gruppo sperando di diventare il maschio alfa della loro mandria.

I maschi delimitano il territorio utilizzando le feci e sono gli unici che possono accoppiarsi con le femmine del branco. La stagione riproduttiva si svolge tra marzo e aprile, la gestazione dura circa 11 mesi e, normalmente, le femmine partoriscono un solo piccolo, a volte due, che rimane con la madre fino a 18 mesi.

Stato di conservazione

Attualmente, le popolazioni di vigogna stanno crescendo. Sebbene abbiano attraversato dei periodi in cui si trovavano in pericolo, le misure di reintroduzione e di sensibilizzazione sono state efficaci.

Dopo centinaia di anni di caccia indiscriminata per la lana per venderla in Europa, la specie ha raggiunto un punto critico a metà del secolo scorso, con meno di 10.000 esemplari negli altopiani.

Vigogna con il suo piccolo.

un rigoroso programma di conservazione a cui hanno aderito Perù, Bolivia, Argentina e Cile

Da allora, il numero di esemplari è in netto aumento. L’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) stima che la popolazione totale ad oggi sia di circa 350.000 esemplari e che sia in aumento. Sono state rinforzate anche le leggi per proteggere questa specie dal bracconaggio.

La pelliccia della vigogna

Uno di questi accordi stabilisce che i proventi della vendita della lana di vigogna vengano destinati solo alla produzione locale. È questo uno dei motivi per cui la vigogna è diventata il simbolo del Perù.

In passato, la pelliccia di vigogna veniva usata per vestire i reali Inca e oggi solo pochi fortunati possono indossare questa pregiata pelliccia. Pensate che un chilo di lana di vigogna può costare fino a 500 dollari americani.

Ogni anno, la caccia alla lana spinge le popolazioni locali a concentrarsi su un’area per catturare le vigogne, tosarle e restituirle al loro habitat naturale. Questa tecnica risale all’epoca pre-ispanica e si chiama chaku. Oggi è diventata un modo per garantire la sopravvivenza di questi animali.

I principali predatori della vigogna sono le volpi, i puma e i cani selvatici. Il condor si nutre dei resti della vigogna lasciati da questi predatori.

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  • Baldo, J.L., Arzamendia, Y., Vilá, B. L. 2013. La vicuña : Manual para su conservación y uso sustentable .- 1a ed. – Ciudad Autónoma de Buenos Aires: CONICET – Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas , 78 p. ISBN 978-950-692-104-0.

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