La Vipera latastei: un rettile che sopravvive ai miti

07 dicembre, 2020
La Vipera latastei abita la Penisola Iberica e il Nord Africa. Nonostante la sua cattiva reputazione, quando viene individuata sceglie la fuga e di solito non si lancia all'attacco.

La Vipera latastei è una specie tipica delle regioni dal clima mediterraneo. Quindi questo animale si trova nella la Penisola Iberica e nel Nord Africa. Il suo nome in spagnolo è víbora hocicuda (vipera dal muso lungo) e si deve a un prolungamento sulla sua testa che gli conferisce un curioso aspetto dal naso all’insù.

Questa specie è di taglia media e sebbene timida, se si sente minacciata, è capace di ampliare il proprio volume. Se il pericolo persiste, l’animale non esiterà ad attaccare. Se volete saperne di più su questo rettile mortale ma affascinante, continuate a leggere.

Come riconoscere la Vipera latastei?

La prima cosa degna di nota di questo animale è la sua testa dall’aspetto triangolare e molto ben differenziato dal corpo. Ha, oltre al caratteristico “naso all’insù”, occhi penetranti con iridi gialle o dorate. Ricordiamo che le vipere, a differenza dei serpenti, hanno la pupilla verticale di forma ellittica.

Per quanto riguarda il corpo, è relativamente grosso e la coda è proporzionalmente corta. La lunghezza totale massima registrata è di 73 centimetri, ma la maggior parte degli individui varia tra i 50 e i 60 centimetri di lunghezza totale.

È importante sottolineare che la colorazione è meno variabile rispetto alla maggior parte delle altre vipere europee. Pertanto, la tonalità di base di questo rettile varia dal grigio cenere scuro al marrone. Nella regione dorsale della testa molto spesso presenta due bande scure oblique che possono unirsi nella zona anteriore, formando una V rovesciata.

Infine, il suo dorso è caratterizzato da un tipico disegno o motivo a zigzag. Rispetto ad altre specie di serpenti, nella Vipera latastei, il dimorfismo sessuale è ridotto.

La colorazione della vipera latastei.

Cosa bisogna aspettarsi dal morso della Vipera latastei?

Il morso di questo viperide è relativamente grave. Sebbene la tossicità del veleno della Vipera latastei sia inferiore rispetto ad altre vipere europee, la quantità di veleno inoculata attraverso il morso è sostanzialmente maggiore.

In uno studio sui morsi delle vipere negli esseri umani in Spagna, furono rilevati un totale di 125 casi di morso tra il 1965 e il 1980. La mortalità annuale causata da questo rettile è da tre a sette persone, incidenza molto bassa ma non trascurabile.

In che tipo di tana preferisce abitare?

Questa è una specie tipica delle regioni a clima mediterraneo di tipo umido, subumido o semiarido. Preferisce occupare zone rocciose asciutte ricoperte da macchia, ma anche boschi, pendii scoscesi e muri in pietra con della vegetazione che separano i campi dai pascoli.

Durante tutto l’anno, le vipere si trovano più frequentemente negli habitat boschivi aperti di macchia. Tuttavia, in estate si spostano verso le rive dei fiumi e in inverno nelle zone dei boschi meno aperte.

Dove si concentra la presenza della vipera

In generale, sia nella Penisola Iberica sia nel Nord Africa, la Vipera latastei ha una distribuzione discontinua, con nuclei di popolazione sparsi e isolati di densità moderata o bassa.

Tra i principali fattori che minacciano le popolazioni di Vipera latastei ci sono i seguenti:

  • l’alterazione dell’habitat, sia a causa degli incendi boschivi sia per l’utilizzo del suolo per l’agricoltura o per sviluppo urbano e la costruzione di strade.
  • Investimenti stradali.
  • Caccia per avversione o perché è considerata una specie nociva.

La Vipera latastei resiste alla persecuzione e all’infamia

Da tempo immemorabile, i serpenti sono stati perseguitati dall’uomo, poiché godono di una cattiva reputazione per essere considerati animali pericolosi e ripugnanti. Inoltre, sono stati oggetto di diversi tipi di miti e leggende.

Oltre a ciò, sono oggetto del commercio illegale indotto dal collezionismo e dalla superstizione. In Portogallo, la Vipera latastei viene catturata e commercializzata per ragioni legate alla superstizione. Per questo motivo, le loro teste vengono vendute come amuleti. Inoltre, secondo alcune narrazioni questa pratica risale al Medioevo.

Ingegnose strategie di difesa

La principale strategia anti-predatori della Vipera latastei è il mimetismo. A tal fine, le è d’aiuto il motivo della sua colorazione color cenere con una fascia dorsale a zigzag che le fornisce un alto grado di mimetizzazione. Questo tipo di colorazione è particolarmente utile nelle aree della macchia popolate da vegetazione di erica, ginestra e genista.

Oltre a questo, anche il suo comportamento tipicamente sedentario e molto discreto contribuisce a farla passare inosservata. Quando viene individuata sceglie di fuggire, ma se viene catturata o intimidita, emette sibili minacciosi e morde con forza.

Il corpo intero della vipera latastei.

Come abbiamo visto, non tutti i pregiudizi sono fondati. Le vipere, come tutti gli altri animali, cercano di sopravvivere e attaccano solo quando non hanno altra scelta. Dobbiamo superare queste paure ingiustificate, poiché il rispetto di tutti gli esseri viventi (per quanto pericolosi possano sembrare) è essenziale per preservare la biodiversità del pianeta.

  • Molero, J.A. (2010). EL BASILISCO EN LA TRADICIÓN POPULAR. Gibralfaro.Mitos y Leyendas. No 69: p16. http://www.gibralfaro.uma.es/leyendas/pag_1684.htm
  • Brito, J. C. A. R. (2011). Víbora hocicuda – Vipera latastei. En: Enciclopedia Virtual de los Vertebrados Españoles. Salvador, A., Marco, A. (Eds.). Museo Nacional de Ciencias Naturales, Madrid. https://digital.csic.es/bitstream/10261/109418/1/viplat_v6.pdf