Lemure dalla coda ad anelli: caratteristiche, habitat e comportamento

14 dicembre, 2020
Il lemure dalla coda ad anelli o lemure catta è una specie molto popolare originaria del Madagascar; ha un olfatto incredibile che usa per comunicare con i suoi simili.

Il lemure dalla coda ad anelli è senza dubbio il più famoso fra tutti i lemuri, famiglia presente unicamente in Madagascar. Esistono più di 100 diversi tipi di lemuri, ma è proprio grazie al curioso aspetto del lemure catta che questa simpatica specie è diventata la più famosa e la più studiata.

Scopriamo di più su caratteristiche e habitat del lemure dalla coda ad anelli, un animale particolarissimo e molto intelligente.

Caratteristiche del lemure dalla coda ad anelli o lemure catta

All’interno del vastissimo ordine dei primati, che accoglie animali minuscoli come il Microcebus, il lemure dalla coda ad anelli è uno dei più grandi con i suoi due chili di peso; nulla a che vedere, questo è certo, con i lemuri giganti estinti da relativamente poco.

È dotato, come tutti i lemuri, di rinario o tartufo, e a differenza della maggior parte dei primati dal muso schiacciato ed espressivo, il muso del lemure e dei suoi simili è allungato e simile fra tutti gli esemplari, un po’ come quello delle volpi.

Presenta un pelo folto e grigio con delle tonalità marroni; sulla pancia e sul muso è bianco, mentre attorno agli occhi (che sono arancioni) ha due cerchi neri. La caratteristica più tipica è la sua coda, bianca ad anelli neri, proprio come il suo nome indica.

Lemure dalla coda agli anelli nell'erba.

Particolare è anche la sua dentatura: potrebbero sembrare animali simpatici, ma in realtà sono muniti di canini affilati che possono fare molto male. Gli incisivi della mandibola inferiore sono appuntiti e disposti a mo’ di pettine dentale, molto utile per districarsi il pelo l’un l’altro.

Comportamento del lemure dalla coda ad anelli

Il particolare aspetto del lemure catta, soprattutto del suo muso, ha una spiegazione: a differenza di altri primati, i lemuri non usano le espressioni facciali per comunicare.

Il mezzo che questi animali usano per trasmettersi le informazioni è l’olfatto: sono in grado di segregare più di 300 sostanze chimiche attraverso diverse ghiandole disposte nell’ano e nelle ascelle.

Grazie alle loro ghiandole olfattive i lemuri mettono in atto un complesso sistema di comunicazione, per cui potremmo vederli strofinarsi contro alberi e rocce lasciando tracce del loro odore. Possono persino cambiare il proprio odore, per esempio quando sono feriti, per far sapere ai compagni che sono più deboli.

Il lemure dalla coda ad anelli è un primate onnivoro e consuma frutta e foglie di alberi come il tamarindo. Durante la stagione secca tira fuori la sua indole opportunista, nutrendosi di ragnatele, larve, insetti e piccoli vertebrati.

I principali predatori di questi lemuri sono i rapaci e i fossa – animali carnivori endemici del Madagascar -, ma devono guardarsi anche da boa, civette e persino da cani e gatti.

Sono animali diurni e, all’interno della famiglia dei lemuri, sono la specie più terrestre: passano un terzo della vita a terra, specialmente quando migrano.

Per spostarsi, possono creare gruppi dai 6 ai 30 individui, anche se normalmente sono composti da solo 13-15 esemplari. Percorrono territori che vanno dai 6 ai 35 ettari e sono guidati dalle femmine. Si tratta senz’altro di una specie matriarcale.

Gruppo di lemuri del Madagascar.

Habitat e conservazione

La storia evolutiva dei lemuri nel Madagascar è molto particolare, essendo una specie che non si trova da nessun altra parte nel mondo. Nello specifico, il lemure catta popola la zona a sud dell’isola, sia in zone di montagna che nei boschi.

Purtroppo il suo ambiente naturale è spesso colpito da incendi dolosi, problema che sta causando una pericolosa deforestazione e mettendo a rischio il suo habitat.

Ma il disboscamento non è l’unica minaccia per questi animali, che purtroppo sono vittime anche della caccia illegale e dei frequenti periodi di siccità dovuti al cambiamento climatico. Tutti questi fenomeni contribuiscono all’elevata mortalità di questa specie, che pur essendo sempre più presente negli ambienti domestici, potrebbe non avere un futuro allo stato naturale.

  • Budnitz, N., & Dainis, K. (1975). Lemur catta: ecology and behavior. In Lemur biology (pp. 219-235). Springer, Boston, MA.