Lo stato di conservazione della cicogna nera

18 Gennaio 2020
La cicogna nera è un uccello molto meno conosciuto rispetto alla cicogna bianca. Leggete questo articolo se volete saperne di più sul suo stato di conservazione.

La cicogna bianca è un uccello molto popolare in Europa, non solo a livello geografico, quanto perché è protagonista di numerose storie e credenze. Al contrario, la cicogna nera, che in passato doveva essere stata abbondante come quella bianca, è una grande sconosciuta.

Probabilmente questo uccello è così ignorato perché molto più sfuggente e perché non si avvicina facilmente all’uomo.

Le cicogne sono davvero così diverse?

Le cicogne appartengono alla famiglia dei Ciconidi, formata da 17 specie di uccelli. Tra questi spicca il genere Ciconia, all’interno del quale possono essere distinte:

A parte l’interesse e la curiosità che questi uccelli suscitano, è emozionante vedere come due specie così geneticamente vicine abbiano schemi di comportamento così diversi fra loro. Mentre la cicogna bianca è antropica, quella nera è timida e cerca sempre i luoghi meno abitati dall’uomo, come ad esempio montagne, per fare il nido.

Anche in termini di numero e distribuzione le differenze tra le due cicogne sono straordinarie. Mentre la cicogna bianca è abbondante, quella nera è tristemente inclusa nell’elenco delle specie minacciate. Tutti questi dati ci portano a elaborare strategie di conservazione completamente diverse.

Caratteristiche della cicogna nera

La cicogna nera è caratterizzata da:

  • Un’apertura alare di circa 150 centimetri.
  • Pesa circa tre chili.
  • Le sue zampe non hanno piume e sono rossastre, sottili e lunghe.
  • Il becco è appuntito, di colore rossastro e sfocia in un anello orbitale rosso.
  • Il piumaggio è completamente nero, ad eccezione del ventre, che è bianco.

Illustrazione cicogna neraPopolazione e distribuzione in Europa

La cicogna nera è particolarmente diffusa in Spagna, dove occupa la regione sud-occidentale, con una popolazione che vive su entrambe le sponde del fiume Tago.

La stima approssimativa delle coppie con nido è compresa tra 300 e 350. In Europa, in quanto specie migratrice transahariana, le popolazioni si trovano principalmente ad est, dove è relativamente abbondante.

Habitat della cicogna nera

La scelta di un’area o di un’altra dipende dalla disponibilità di substrati per creare il nido, dalla vicinanza di fiumi o laghi d’acqua dolce e dal grado di presenza umana. È una specie che predilige eminentemente la foresta. Pertanto, sceglie spesso le foreste dagli alberi folti sulle rive di fiumi o laghi per costruire il suo nido su grandi alberi.

La cicogna nera ha una particolarità: se costretta da cause di forza maggiore, quali ad esempio il disboscamento, nidifica anche nelle zone rocciose.

Cicogna nel suo habitat

Lo stato di conservazione della cicogna nera

Gli ultimi dati a disposizione su questo uccello indicano che sia l’area di distribuzione che il numero di coppie si siano ridotti nel corso degli anni. Le cause potrebbero essere:

  • Innanzitutto, la distruzione delle foreste e la scomparsa di grandi specchi d’acqua.
  • Il secondo più importante è la creazione di infrastrutture ed edifici vicino ai terreni di riproduzione.
  • In terzo luogo, la perdita di aree di alimentazione, il disagio degli adulti durante la stagione riproduttiva o il furto di uova.
  • Altri fattori che minacciano la sopravvivenza di questo uccello sono elettrocuzione, avvelenamento e caccia illegale, come accade con quasi tutti i grandi uccelli selvatici.
Caratteristiche cicogna nera

Le misure volte a proteggere e aumentare le popolazioni di cicogne nere in Europa passano attraverso lo sviluppo di un buon piano di recupero che comprende:

  • Protezione e recupero dell’habitat.
  • Riduzione della mortalità adulta.
  • Tutela del processo riproduttivo, attraverso programmi di sorveglianza per eliminare disagi e furti.
  • Specializzazione nel recupero delle cicogne negli ospedali veterinari.
  • Las cigüeñas ibéricas: la cigüeña negra y la cigüeña blanca. Colección GREFA-BCH, Nº 9. Pág.:2-8; 16.