Lo struzzo: habitat e caratteristiche dell'uccello corridore

02 maggio, 2020
Il fossile più antico di animali imparentati con lo struzzo, animale capace di raggiungere i 70 km/h, risale a oltre 55 milioni di anni fa. Da allora questo grande uccello solca le savane non volando, ma correndo.
 

L’eleganza e la potenza di questo uccello, che non vola, rendono lo struzzo il re della savana africana. Continuate a leggere questo articolo per scoprire l’uccello più grande del mondo.

Habitat e caratteristiche essenziali dello struzzo

Dal nome scientifico Struthio camelus, lo struzzo è un uccello che non vola endemico della savana africana, sebbene lo si trovi anche nelle zone desertiche dello stesso continente. Con una aspettativa di vita che può raggiungere i 40 anni, questo particolare uccello in più di una occasione ha fatto parlare di sé nella comunità scientifica.

Il suo grande peso (alcuni esemplari di fatto arrivano a pesare fino a 158 chili) non impedisce allo struzzo di essere uno dei migliori corridori della savana africana. Le sue muscolose e lunghe zampe gli consentono di raggiungere una velocità pari a 70 km/h.

Ciò è possibile perché le ali lo aiutano a cambiare direzione in piena corsa sfruttando la frizione del vento; le sue lunghe zampe, invece, gli permettono di percorrere tra i tre i quattro metri con una sola falcata.

Questa specie è onnivora e si nutre soprattutto di piante, radici e semi, ma anche di insetti o lucertole. In presenza di una minaccia, lo struzzo è solito mettere la testa sotto la sabbia per rendersi meno visibile da lontano; questo perché un esemplare adulto e sviluppato può misurare più di due metri e mezzo.

Struzzo con la testa sotto la sabbia
 

Vita sociale e riproduttiva dello struzzo

Questa specie in genere si raggruppa in branchi composti da un massimo di dodici esemplari. Strutturati gerarchicamente, un maschio alfa e una femmina alfa domineranno il gruppo e si accoppieranno, sebbene il maschio in genere si accoppi anche con il resto delle femmine.

Durante il periodo di accoppiamento, i maschi emettono un suono simile al ruggito di un leone, accompagnato da soffi nel caso in cui debbano lottare con un altro maschio per il loro posto da alfa nel gruppo.

Ogni femmina di solito produce un solo uovo, che metterà nel nido della femmina dominante. La posizione occupata dall’uovo dentro questo nido in genere è un riflesso del potere di ogni esemplare, motivo per cui quello della madre alfa occupa una posizione centrale.

Curiosamente, sia il maschio sia la femmina alfa covano tutte le uova a turno. Nonostante ciò, se la femmina alfa ritiene che ve ne siano troppe, può optare per disfarsi di alcune di esse. Ogni uovo può avere un peso equivalente a quello di dodici uova di gallina.

Struzzi che corrono

Una popolazione sempre più ridotta

Sebbene adesso gli struzzi vengano associati alla savana africana, la verità è che prima esistevano diverse varietà distribuite in vari paese del continente africano. La varietà più conosciuta e più diffusa è la Struthio camelus camelus, oriunda del Nord Africa e che possiamo trovare, anche se in numeri ridotti, anche in Marocco o in Sudan.

 

Nel 1941 si è estinta la varietà Struthio camelus syriacus, che popolava la Siria e la penisola arabica. Questa specie è stata particolarmente sfruttata durante il Medioevo per via delle sue piume, usate per adornare gli elmi dei cavalieri medievali. In tempi più recenti se ne apprezzava la carne e la pelle per ottenere un cuoio molto morbido.

Il fossile più antico finora ritrovato di animali imparentati con lo struzzo risale al periodo storico conosciuto come Eocene, ovvero a più di 55 milioni di anni fa.