Scopriamo l'habitat e le abitudini del polpo viola

11 giugno, 2020
Il polpo viola si distingue per la sua tonalità davvero particolare. È stato avvistato per la prima volta in Canada.
 

Non ci stancheremo mai di ripeterlo: gli animali sono fantastici! Ma ce ne sono alcuni che attirano ancora di più la nostra attenzione, come il caso del polpo viola. In questo articolo vi diciamo tutto ciò che bisogna sapere su questo affascinante invertebrato marino.

Il polpo viola, una specie “nuova”

Si tratta di una specie scoperta di recente, anche se ciò non significa che sia nuova per il pianeta. Per la prima volta il polpo viola è stato avvistato al largo della costa di Terranova, in Canada, insieme ad altri pesci di cui si sconosceva l’esistenza e che sono stati esaminati separatamente.

L’area è stata esplorata con un robot sottomarino ed è stata subito considerata “una foresta sottomarina”, con diversi chilometri di barriera corallina che sta cambiando il corso delle correnti. Tra questi, il corallo nero, una specie consolidata che può vivere più di mille anni.

Caratteristiche fisiche e dieta

Il polpo viola è un mollusco marino che, come altri della sua famiglia, ha otto braccia. Inoltre, questo polpo presenta non uno, ma tre cuori, che pompano sangue alle branchie e al resto del corpo.

Caratteristiche del polpo viola
 

La sua dieta è carnivora e si basa su pesci, piccoli crostacei e, talvolta, alcune alghe. Nella maggior parte dei casi rimane sul fondo del mare, anche se in alcune occasioni può nuotare in superficie per cacciare usando i suoi potenti tentacoli.

Quando attacca la sua preda, scivola su di lei e inserisce la bocca nel guscio o nel corpo della vittima. Poi, con il suo “becco” succhia la carne molto rapidamente.

Il polpo viola può vivere sia nelle acque fredde, che in quelle temperate e tropicali. Questo è uno dei motivi per cui si afferma che, sebbene gli umani lo abbiano scoperto solo da poco, in realtà è un animale molto antico che è stato in grado di adattarsi a diversi habitat e situazioni.

La Rossia pacifica, l'”altro” polpo viola

Oltre alle scoperte in Canada, possiamo parlare di un’altra specie di polpo viola che è stata trovata a 900 metri di profondità al largo della costa della California. Si tratta di un cefalopode ossia un mollusco noto come calamaro tozzo, che è lungo circa 10 centimetri e attira l’attenzione per la sua tonalità viola e gli occhi enormi.

Mini polpo su uno scoglio

Per passare inosservata vicino alla sua preda, costituita da pesci e gamberi piuttosto grandi, la Rossia pacifica si seppellisce nella sabbia per ore e lascia solo gli occhi scoperti. Si mimetizza anche fra le alghe e le altre piante marine.

La cosa più strana è che questo polpo ha una colorazione diversa rispetto ad altri esemplari della stessa specie. Ecco perché ha attirato l’attenzione degli investigatori, che lo chiamano tozzo perché ha un corpo compatto e robusto.

Sebbene sia originario dell’Oceano Pacifico settentrionale (Giappone, Corea, Canada o Stati Uniti), questo tipo di polpo viola si sposta spesso sfruttando le correnti marine. In inverno è stato visto anche in acque poco profonde. Durante l’estate, invece, cerca le acque più profonde per riprodursi.

 

Le femmine, che sono più grandi dei maschi, depongono circa 50 uova bianche sotto una pietra, una conchiglia o il guscio di qualche animale, poiché né lei né il suo ‘partner’ possono prendersi cura dei giovani: muoiono subito dopo l’accoppiamento. I piccoli sopravvissuti nascono circa nove mesi dopo la deposizione e sono in tutto e per tutto delle versioni in miniatura dei loro genitori.

Anche se è un animale pacifico, quando viene disturbato o si sente minacciato, per difendersi lancia il suo inchiostro nero. Questo gli dà il tempo di allontanarsi con una propulsione a getto.

Senza dubbio, il polpo viola è un animale molto curioso e a prima vista sembra un peluche che è stato nascosto in fondo al mare dopo un naufragio. Ecco perché la sua fisionomia è davvero sorprendente!

 

Anderson, T. J. (1999). Morphology and biology of Octopus maorum Hutton 1880 in northern New Zealand. Bulletin of Marine Science.