Stenosi polmonare nei cani: sintomi, diagnosi e trattamento

Le malattie cardiache tendono a rimanere nascoste per gran parte della vita di un animale domestico, come nel caso della stenosi polmonare.
Stenosi polmonare nei cani: sintomi, diagnosi e trattamento

Ultimo aggiornamento: 19 giugno, 2022

La stenosi polmonare nei cani è una delle malattie cardiache congenite più comuni. Gli animali nati con questa patologia non presentano segni clinici fino a quando non diventano più anziani o la condizione non peggiora. Tuttavia, i cani che ne soffrono sono cardiopatici dalla nascita, anche se la malattia viene rilevata dopo anni.

Nonostante sia congenita e dipenda sempre dalla razza, un cane che soffre di stenosi polmonare può comunque vivere molto a lungo e, inoltre, ha la possibilità di sottoporsi a interventi chirurgici di ricostruzione che hanno un’altra percentuale di successo. Nelle prossime righe, vi spieghiamo di più su questa cardiopatia congenita.

Che cos’è la stenosi polmonare nei cani?

Il cuore del cane, come nell’uomo e in altri mammiferi, è diviso in 4 camere: 2 atri che ricevono il sangue dal corpo o dai polmoni e 2 ventricoli che inviano il sangue a tutto il corpo o solo ai polmoni per ossigenarli.

Tra gli atri e i ventricoli vi sono delle valvole che impediscono al sangue di rifluire all’indietro. Inoltre, vi sono altre valvole all’uscita dei ventricoli che hanno lo stesso compito.

Queste ultime 2 valvole, chiamate polmonare e aortica —poiché si trovano nell’arteria polmonare e nell’aorta, proprio all’uscita del cuore—, sono quelle colpite dalla stenosi. Se viene colpita la valvola polmonare si parla di stenosi polmonare, mentre se la condizione interessa la valvola aortica si parla di stenosi aortica.

Quando i ventricoli si contraggono, tutto il sangue dovrebbe uscire verso il resto del corpo o i polmoni e, grazie a queste valvole, il sangue non ritorna al cuore. Nel caso della stenosi polmonare nei cani, una o entrambe le valvole non funzionano correttamente e fanno rifluire il sangue al cuore

La stenosi polmonare nei cani è una malattia del cuore.

Segni clinici della malattia

Come già accennato, sebbene gli animali presentino questo difetto cardiaco dalla nascita, non è detto che manifestino segni clinici durante i primi mesi o anni di vita. Per questo motivo, nella maggior parte dei casi la diagnosi avviene in ritardo.

Nei casi lievi di stenosi polmonare nei cani, i segni clinici potrebbero non essere evidenti per tutta la vita dell’animale. Tuttavia, in casi moderati o gravi, possono comparire segni clinici come i seguenti:

  • Letargia o apatia.
  • Debolezza.
  • Intolleranza all’esercizio. Il cane si stanca molto rapidamente durante la passeggiata e non vuole camminare.
  • Insufficienza cardiaca.
  • Aritmia.

Questi segni clinici sono solitamente comuni a molte altre patologie cardiache, quindi la razza a cui appartiene il cane può essere la chiave per una diagnosi corretta. Sebbene qualsiasi cane possa soffrire di questa malattia, vi sono razze che hanno una maggiore predisposizione. Sono le seguenti:

  • Bulldog inglese.
  • Bulldog francese.
  • Jack russell terrier.
  • Boston terrier.
  • Terranova.
  • Labrador.
  • Boxer.
  • Samoiedo.

Come diagnosticare la stenosi polmonare nei cani?

Se si sospetta che l’animale possa avere un problema cardiaco perché presenta uno o più dei suddetti segni clinici, è opportuno fissare un appuntamento con il veterinario. Con l’aiuto di uno stetoscopio, il veterinario sarà in grado di rilevare eventuali suoni insoliti provenienti dal cuore, come i soffi.

Un soffio al cuore può essere correlato a questa malattia. La sua individuazione è un ulteriore passo verso la diagnosi di patologia cardiaca. Successivamente, si consiglia di eseguire un ecocardiogramma, per poter osservare le valvole e tutte le strutture che le supportano, nonché il flusso sanguigno.

Questi e alcuni altri test, come la radiografia o l’elettrocardiogramma, sono sufficienti per diagnosticare la stenosi polmonare nei cani. Sebbene alcuni dei test possano risultare alquanto costosi, sono assolutamente necessari per la diagnosi.

Trattamenti disponibili

Il trattamento dipenderà dalla gravità delle condizioni dell’animale. Se la cardiopatia congenita è molto grave e la vita dell’animale è in pericolo, la soluzione migliore è una valvulotomia aortica o valvuloplastica aortica.

Questa procedura chirurgica prevede l’allargamento dell’apertura tramite la quale la valvola consente il passaggio del sangue. Viene posizionato un palloncino chirurgico, che conferisce alla valvola maggiore flessibilità, fancendola funzionare in modo più efficiente.

D’altra parte, nei casi in cui non sia possibile un intervento chirurgico o l’animale non ne abbia bisogno, si opta per la farmacoterapia. Il veterinario può prescrivere vasodilatatori e diuretici che aiutano il passaggio del sangue attraverso la vena polmonare.

Non esiste ancora un trattamento standard che curi completamente questa condizione. Tuttavia, gli interventi chirurgici hanno dimostrato di migliorare le condizioni dei pazienti. Per questo motivo, di solito sono l’opzione per cui si opta più spesso per affrontare il problema.

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Qualsiasi trattamento scegliate, è assolutamente necessaria una supervisione veterinaria a lungo termine. Anche se il cane assume farmaci o ha subito un intervento chirurgico, soffrirà di questa condizione per tutta la vita. Questi animali hanno bisogno di visite veterinarie più frequenti per rilevare eventuali cambiamenti in modo più efficace, ma sono comunque in grado di condurre una vita normale.

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