Il ciclo di vita degli afidi

Ogni specie di afide di solito attacca una specifica pianta o coltura, anche se alcuni sono più generalisti e sono in grado di invadere diversi tipi di piante contemporaneamente.
Il ciclo di vita degli afidi

Ultimo aggiornamento: 14 marzo, 2022

Gli afidi sono insetti conosciuti per la loro attività fitofaga, con la quale riescono a danneggiare un’ampia varietà di colture. Questi organismi sono in grado di ridurre l’efficienza delle diverse piantagioni, motivo per cui sono spesso visti come un pericoloso parassita per l’agricoltura. In effetti, una delle ragioni alla base della capacità distruttiva degli afidi è il loro complesso ciclo di vita.

Contrariamente alla credenza popolare, si definiscono afidi varie specie della famiglia degli Aphididae, un gruppo di insetti dell’ordine degli Omotteri. Tuttavia, poiché la maggior parte di essi sono molto simili tra l’oro nell’aspetto e nelle modalità di infestazione, si è preferito chiamarli afidi o pidocchi delle piante in generale. Continuate a leggere per conoscere il ciclo di vita di questi piccoli invertebrati.

Come sono fatti gli afidi?

Gli afidi possono essere di diverse dimensioni, ma non vanno oltre i 5 millimetri di lunghezza, quindi sono una specie invasiva quasi impercettibile. Il corpo degli afidi è di forma ovale e dall’aspetto morbido, provvisto di 2 antenne, 3 paia di zampe e un paio di ali (a volte). Tuttavia, non presenta la divisione anatomica tipica del gruppo degli insetti (testa, torace e addome molto ben definiti).

L’apparato boccale degli afidi è del tipo pungitore-succhiatore e serve a succhiare la linfa delle piante. Si nutrono dei nutrienti prodotti dai loro ospiti (piante), che portano le piante a seccarsi e al decadimento delle foglie. Inoltre, gli afidi sono considerati vettori di alcuni virus, e possono comportare ulteriori problemi nel momento in cui infettano le colture con malattie pericolose.

La linfa di cui si nutrono questi insetti contiene molti zuccheri, quindi hanno bisogno di elaborarne e trasformarne l’eccesso. Per farlo, sono dotati di strutture all‘estremità dell’addome chiamate sifoni, che li aiutano a produrre una sostanza dolce chiamata melassa. In questo modo eliminano lo zucchero in eccesso e possono disporre di una merce di scambio che li aiuta a interagire con altri insetti (come le formiche).

La grande capacità degli afidi di invadere e danneggiare le colture è dovuta alla loro capacità riproduttiva. Questa caratteristica permette loro di passare dalla riproduzione sessuata a quella asessuata, così da poter colonizzare un ospite in pochi giorni. Per questo motivo, il ciclo di vita degli afidi è il segreto della loro efficiente vita fitofaga.

Un'infestazione di afidi sulle piante.

Il ciclo di vita degli afidi

In generale, il ciclo di vita degli afidi può essere classificato in due tipi: olociclico e anolociclico. La differenza sta nella tecnica di riproduzione che usano, ma entrambi sono focalizzati sul miglioramento della sopravvivenza della specie sul suo ospite.

I ruoli di ciascun afide nella popolazione

Gli afidi si alternano tra riproduzione sessuata e asessuata per far fronte alle diverse stagioni durante tutto l’anno. Con questo approccio, le popolazioni possono essere suddivise in qualcosa di simile alle caste:

  • Femmine fondatrici (vivipare): il loro aspetto è uguale a quello di qualsiasi afide aptera, ma hanno la capacità di riprodursi senza dover essere fecondate. Questo tipo di femmina rappresenta la fase invasiva della specie, poiché essendo partenogenetica si avvicina facilmente all’ospite. Le figlie della fondatrice sono femmine vivipare come lei, solo di taglia più piccola e con una ridotta fertilità.
  • Femmine sessupare (ovipare): dopo alcune generazioni, le figlie della fondatrice iniziano a produrre femmine alate chiamate sessupare, capaci di deporre le uova. I figli di questa classe di afidi possono essere sia maschi che femmine, compiendo così il passo che consente di arrivare alla riproduzione sessuale della specie. Le femmine sessupare compaiono solo in autunno.
  • Femmine (ovipare): questi esemplari costituiscono la fase sessuale degli afidi. Quando fecondata, la femmina ovipara produce un singolo uovo durevole d’inverno che non si schiuderà fino alla primavera. Da questo nascerà una fondatrice femmina che ricomincerà il ciclo degli afidi. A seconda della specie in questione, può essere aptera (senza ali) o alata.
  • Maschi: questi organismi nascono con la funzione principale di fecondare la femmina. Il loro aspetto è simile a quello delle femmine, sebbene la maggior parte dei maschi sia alata.

Olociclo sull’ospite

Quando una fondatrice raggiunge una pianta, inizia immediatamente la colonizzazione attraverso la riproduzione asessuata. Questo è il motivo principale per cui l’infestazione da afidi è così rapida, poiché non si ha bisogno di un maschio per riprodursi. Tuttavia, questi invertebrati attuano un’altra strategia in inverno.

Durante l’autunno, le femmine sessupare iniziano a deporre le uova che daranno origine a esemplari femmine e maschi. Così ha inizio la fase sessuale degli afidi, che si conclude con la deposizione di un uovo durevole d’inverno capace di resistere al freddo. Anche se l’inverno è molto rigido, gli afidi fanno in modo di far sopravvivere almeno le femmine fondatrici che nasceranno in primavera.

Come potete vedere, le fasi sessuale e asessuale degli afidi che compiono olocicli giocano un ruolo molto importante, in quanto essenziali per la loro sopravvivenza. La stagione asessuale è un meccanismo che serve per invadere le piante nel modo più efficace, mentre quella sessuale permette loro di persistere durante i climi più rigidi.

Anolociclo sull’ospite

Questo tipo di ciclo di vita si verifica in regioni con climi più caldi dove durante l’inverno di solito la temperatura non scende così tanto da mettere in pericolo l’afide. Per questo motivo le specie di afidi anolociclici rinunciano alla fase sessuale, poiché non hanno bisogno di deporre l’uovo d’inverno per sopravvivere.

In questo modo gli afidi continuano a riprodursi per mezzo di femmine partenogenetiche vivipare.

I benefici della riproduzione sessuata e asessuata

Sebbene non siano tangibili, ogni tipo di riproduzione presenta dei pro e dei contro per gli animali, quindi la scelta verte su quello più adatto a loro. Tuttavia, alcune specie come gli afidi rompono questo schema presentando entrambi i tipi durante il loro ciclo di vita. Questo è ciò che consente loro di riprodursi così efficacemente, poiché godono dei benefici della riproduzione sia sessuata che asessuata.

In un certo senso, la riproduzione asessuata consente di produrre rapidamente una progenie senza la necessità di spendere energie nel corteggiamento o nell’accoppiamento. In questo modo gli afidi sono in grado di sfruttare le risorse disponibili durante i mesi più caldi dell’anno per generare un esercito in grado di distruggere intere piantagioni.

Per quanto promettente possa sembrare, la riproduzione asessuata è un processo che tuttavia riduce la variabilità genetica. Sebbene all’inizio non sia così evidente, ciò rende gli afidi più suscettibili ai cambiamenti nell’ambiente, il che riduce le loro capacità di adattamento. Inoltre, favorisce anche la comparsa di malattie genetiche che potrebbero mettere fine senza preavviso alla popolazione di afidi.

Il ciclo di vita degli afidi è complesso.

La riproduzione sessuata consente di sovvenzionare quanto sopra, poiché genera abbastanza variazioni genetiche per facilitare la sopravvivenza degli afidi. Ciò mostra quanto gli afidi siano dotati di un incredibile ciclo di vita che fornisce loro il meglio di entrambi i mondi. Tuttavia, ciò che è positivo per loro è negativo per gli umani, poiché li rende dei nemici difficili da combattere e sradicare.

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