Riproduzione e habitat del tarsio spettro

22 marzo, 2021
Il tarsio spettro è un piccolo primate che vive in Asia, precisamente in Indonesia. È noto per i suoi enormi occhi, i più grandi rispetto al corpo tra i mammiferi, e per le sue lunghe zampe, a cui deve il nome.

Conosciuto anche come maki folletto, il tarsio spettro è un primate dall’aspetto molto curioso che vive in Asia. Famoso per i suoi grandi occhi e le abitudini arboricole, vi diciamo tutto di lui in questo articolo.

Habitat naturale di questo primate

Il nome scientifico del tarsio spettro è Tarsius tarsier, ma è più comunemente conosciuto come tarsio spettro o maki folletto. Questo piccolo primate appartenente alla famiglia Tarsidae è endemico delle isole Celebes, Buton, Kabaena, Muna, Selayar e Togian in Indonesia.

Abita nelle foreste di mangrovie ad un’altitudine che varia tra i 1100 e i 1500 metri sul livello del mare. Si può trovare anche in altri ecosistemi modificati dall’uomo, a cui, essendo arboricolo, si è adattato aggrappandosi verticalmente, arrampicandosi e muovendosi nel sottobosco tropicale.

Tarsio spettro di profilo.


Caratteristiche fisiche del tarsio spettro

Una delle peculiarità di questo primate è la sua taglia: gli esemplari adulti non superano i 15 centimetri di altezza e i 130 grammi di peso, mentre le femmine sono ancora più piccole perché pesano circa 100 grammi. La coda è lunga fino al doppio del corpo, raggiungendo i 26 centimetri. Questa lo aiuta ad oscillare tra i rami e a sostenersi, grazie alla sua configurazione prensile.

Inoltre, il tarsio spettro detiene un record nel regno animale: è il mammifero con gli occhi più grandi rispetto al corpo. Pensate che misurano circa 16 millimetri di circonferenza! Sono rotondi e marroni, più grandi delle orecchie o di qualsiasi altro organo, anche del cervello. Inoltre, non riflettono la luce, per questo vengono soprannominati “spettri”. Questa caratteristica aiuta il tarsio a proteggersi dai predatori.

Gli arti posteriori sono più lunghi degli arti anteriori e le ossa tarsali sono piuttosto allungate, da cui il loro nome.

Comportamento e riproduzione del tarsio spettro

Il tarsio spettro ha abitudini notturne e quando fa buio si sveglia dal letargo per cacciare. La sua dieta è costituita da prede vive, principalmente insetti e, talvolta, rettili o piccoli roditori. Li sorprende saltando loro addosso quando li vede nascosti tra i rami e le foglie degli alberi.

Di solito il tarsio spettro vive in gruppi che vanno da due a sei esemplari, ma in alcune regioni sono solitari. Può essere monogamo o poligamico.

La gestazione dura circa sei mesi e le femmine danno alla luce un solo piccolo per figliata, che nasce con gli occhi aperti e senza peli, ma con la capacità di arrampicarsi fin il primo giorno di vita. Il tarsio spettro raggiunge la maturità sessuale quando compie due anni.

Il tarsio è estremamente timido e si nasconde non appena sente che una persona o un grosso animale si sta avvicinando al suo rifugio. Questo primate ha i sensi della vista e dell’udito molto sviluppati. È in grado di ascoltare frequenze fino a 91 Khz e vocalizzano con i suoi simili a frequenze che si aggirano intorno ai 70 Khz.

Tarsio spettro marrone.

Stato di conservazione attuale

Il tarsio spettro è un animale che non è mai stato in grado di formare colonie riproduttive consistenti in cattività. Forse è dovuto a determinati requisiti speciali riguardanti la sua dieta o il suo habitat naturale. Ci sono diversi santuari nelle Filippine e in Indonesia nati con l’obiettivo di far sopravvivere la specie, che attualmente si trova in uno stato di conservazione vulnerabile.

Le riserve naturali e le aree protette svolgono la missione di insegnare alla gente del posto l’importanza di mantenere in vita le specie autoctone. Inoltre, diversi progetti sono stati responsabili della coltivazione degli alberi autoctoni utilizzati dal tarsio spettro e che erano stati abbattuti per la semina o la produzione di alberi da frutto (come l’albero di cocco).

Senza dubbio, il tarsio spettro è un animale molto curioso ed estremamente necessario per il suo habitat naturale.

  • Collins, C. E., Hendrickson, A., & Kaas, J. H. (2005). Overview of the visual system of Tarsius. In Anatomical Record – Part A Discoveries in Molecular, Cellular, and Evolutionary Biology. https://doi.org/10.1002/ar.a.20263